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Sfide

Grids Package: l’UE ingrana la marcia e spinge la transizione

Il Piano d’azione europeo per le reti elettriche evolve. Con l’obiettivo di abbattere i prezzi energetici e garantire l’indipendenza dai combustibili fossili.

Le reti elettriche non sono più solo infrastrutture di trasporto, ma rappresentano oggi il vero motore della competitività europea. Se il 2023 aveva tracciato la rotta, il 2025 segna una svolta decisiva con il nuovo Grids Package presentato dalla Commissione europea, una strategia ambiziosa per modernizzare ed espandere l’infrastruttura energetica continentale. L’obiettivo è chiaro: liberare il potenziale delle rinnovabili per abbassare il costo dell’energia per cittadini e imprese e proteggere l’economia dai rischi geopolitici legati all’importazione di gas e petrolio. Basti pensare che oggi l’UE dispone di una delle reti elettriche più estese e resilienti al mondo, che si estende per oltre 11 milioni di chilometri.

Dall’Action Plan alle otto “Energy Highways”: l’evoluzione della strategia UE. Il percorso di ammodernamento delle reti europee ha vissuto una trasformazione radicale negli ultimi due anni. Se il Grids Action Plan lanciato nel 2023 si era concentrato sull’identificazione delle barriere strutturali – come la lentezza dei permessi e la frammentazione dei finanziamenti – il nuovo Grids Package presentato a dicembre 2025 rappresenta il passaggio operativo verso un’architettura energetica integrata. Questo quadro d’azione, che inizialmente puntava a risolvere i colli di bottiglia nazionali, si arricchisce oggi di una priorità assoluta e sovranazionale: le otto Energy Highways. Si tratta di corridoi strategici, selezionati per la loro capacità di completare l’Unione dell’Energia. Questi progetti beneficeranno di un coordinamento politico rafforzato e di procedure accelerate per garantire una messa a terra rapida.
Per sostenere questa trasformazione, l’UE ha proposto un incremento massiccio dei fondi pubblici: il budget del CEF (Connecting Europe Facility) Energy passerà dai precedenti 5,84 miliardi a ben 29,91 miliardi di euro nel periodo 2028-2034. Questo sforzo finanziario è necessario per colmare il divario con competitor come Cina e Stati Uniti, dove i prezzi dell’elettricità industriale sono attualmente meno della metà di quelli europei.

Vizzini Stazione Elettrica Sicilia Terna
La stazione elettrica di Vizzini, in Sicilia (foto Terna).

Verso un sistema resiliente e indipendente. Il ritardo nello sviluppo delle reti a livello europeo non è solo un limite tecnico, ma un peso economico insostenibile per il Continente e il documento presentato a dicembre dall’esecutivo UE lo dimostra e fotografa. La Commissione definisce “sconcertante” il costo dell’inazione: nel 2022 i combustibili fossili coprivano ancora il 70% del mix energetico lordo dell’UE, con una dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas che toccava il 98%. Questa esposizione non solo alimenta l’instabilità geopolitica, ma genera un divario di competitività critico: nel 2024, i prezzi dell’elettricità industriale nell’UE sono stati più del doppio di quelli registrati in Cina e negli Stati Uniti.

Per invertire questa rotta, la nuova strategia europea propone di quintuplicare il budget del CEF Energy – portandolo a quasi 30 miliardi di euro – per sostenere progetti che riducano la dipendenza dall’estero e proteggano i consumatori dagli shock dei prezzi. Come sottolineato dal Grids Package, questo impegno non è solo una scelta politica, ma la base per un’Europa forte e indipendente.

In prima linea: le azioni chiave del TSO italiano. Terna ha integrato queste direttive nel proprio piano strategico. L’impegno dell’azienda si traduce in una strategia operativa che abbraccia integralmente la visione europea, a partire dal potenziamento delle grandi dorsali di collegamento. Attraverso lo sviluppo dei Progetti di Interesse Comune (PCI), come i grandi corridoi sottomarini del Tyrrhenian Link e dell’Adriatic Link, Terna sta concretamente aumentando la capacità di scambio tra le diverse zone di mercato.

Questa evoluzione infrastrutturale si inserisce in una pianificazione di lungo termine che non guarda più solo ai confini nazionali, ma adotta una prospettiva autenticamente europea. Terna è impegnata in un dialogo costante con le istituzioni per snellire i processi di permitting attraverso nuove proposte legislative che puntano a un’autorizzazione accelerata per le reti e per i sistemi di accumulo. La digitalizzazione e lo sviluppo di smart grids avanzate permettono oggi di gestire con intelligenza la natura intermittente di fonti come sole e vento, mentre nuove modalità di finanziamento – come il bundling dei progetti e la creazione di veicoli societari ad hoc (Special Purpose Vehicles) – facilitano l’attrazione di capitali privati. Tutto questo percorso garantisce una divisione equa e trasparente dei costi tra gli Stati membri, evitando che il peso degli investimenti transfrontalieri ricada sproporzionatamente sui consumatori locali.