Transizione

D come decarbonizzare

Secondo le Nazioni Unite e l’UE, il sistema elettrico del futuro deve essere sostenibile, decarbonizzato e con una prevalenza di energia da fonti rinnovabili. Ma come si decarbonizza l’elettrico?

Secondo le indicazioni delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, il sistema elettrico nei prossimi anni dovrà necessariamente essere sostenibile, decarbonizzato e con una prevalenza di energia da fonti rinnovabili. La decarbonizzazione del sistema elettrico consiste nel passaggio da fonti tradizionali di approvvigionamento energetico, come il carbone e i combustibili fossili, a fonti di energia rinnovabili come il sole, il vento, l'acqua e le bioenergie. Un paese si decarbonizza quando la quota di fonti rinnovabili e di gas naturale nella produzione di energia aumenta rispetto al carbone e alle altre fonti fossili più inquinanti azzerando la quota di emissioni di CO2. Il carbone è la fonte fossile che contiene più carbonio, seguito dal petrolio e poi dal gas naturale. La decarbonizzazione è quindi indispensabile per lasciare alle nuove generazioni un pianeta pulito e sicuro.

La transizione del sistema elettrico verso la completa decarbonizzazione richiede di attivare tutte le leve necessarie per la piena integrazione degli impianti di produzione da fonte rinnovabile per la riduzione delle emissioni in un’ottica di lungo periodo, garantendo la sicurezza del sistema. Terna ha identificato nella decarbonizzazione dell’economia del Paese il principale obiettivo da perseguire. Attraverso la dismissione degli impianti di produzione a carbone e l'integrazione in rete di energia da fonti rinnobabili si interviene gradualmente su tutto il processo energetico e si contribuisce al raggiungimento dei target europei.

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(Pexels.com/Johannes Plenio)

Obiettivi di sviluppo

Il settore dell’energia è in prima linea nelle strategie mondiali di lotta contro il riscaldamento globale. Le Nazioni Unite, L’Unione europea e le istituzioni nazionali convergono su linee guida condivise per uno sviluppo sostenibile a livello economico, ambientale e sociale.

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Gli accordi di Parigi sul clima, definiti nel corso della COP21 nel dicembre 2015, hanno rafforzato l’orientamento verso le fonti di energia rinnovabili per contenere il riscaldamento climatico. Per la prima volta nella storia le Nazioni unite hanno messo in agenda, con scadenza 2030, ben 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare il benessere di tutti. L’attività di Terna è parte integrante dello sviluppo sostenibile disegnato dai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite.

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L’Unione europea ha preso l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030, quando la quota di energia rinnovabile sul totale dei consumi dovrebbe essere di almeno il 27%. Nell’ambito del Clean Energy Package (“Energia pulita per tutti gli europei”), approvato a fine 2016 dalla Commissione europea, l’obiettivo principale rimane rafforzare l’efficienza energetica, conquistare la leadership mondiale nelle rinnovabili e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico.

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Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), presentato alla Commissione europea all’inizio del 2019, recepisce il Clean Energy Package dell’Unione Europea e il Regolamento 2018/1999 per l’evoluzione del settore energetico, e offre un indirizzo fondamentale sulle politiche di sviluppo del sistema energetico nazionale. In base al piano - che ha aggiornato gli obiettivi della SEN (Strategia Energetica Nazionale) - entro il 2030 il 30% dei consumi finali lordi dovrà essere coperto da fonti rinnovabili (FER) e sono previste una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% e del 39,7% sull’energia finale. Sul fronte delle emissioni si punta a una riduzione dei gas serra del 33% per tutti i settori.