La primavera, stagione che segna il passaggio tra l’inverno e l’estate, è anche un momento di transizione per il settore energetico. Le temperature miti riducono il ricorso a riscaldamento e climatizzazione, molte attività produttive rallentano durante le festività pasquali e i lunghi ponti di aprile e maggio, i consumi domestici nei fine settimana si contraggono in favore di attività all’aperto e gite fuori porta, mentre il fotovoltaico raggiunge livelli di produzione sempre più elevati grazie alle giornate più lunghe, all’irraggiamento solare crescente e a temperature miti che aumentano l’efficienza della tecnologia. Ed è proprio dall’incontro tra questi due fattori, da un lato la domanda contenuta e dall’altro l’abbondante disponibilità di energia rinnovabile, che nasce una delle principali sfide della transizione energetica. Proprio nel periodo primaverile ci sono infatti giornate in cui il sistema elettrico italiano assomiglia già a quello immaginato dagli obiettivi europei di decarbonizzazione. Pasqua, Pasquetta, i fine settimana e i ponti rappresentano ormai un vero stress test operativo.
Nel 2025, secondo i dati di Terna, il fabbisogno nazionale di energia elettrica è sceso in alcune ore fino a circa 19 GW, mentre la produzione da fonti rinnovabili è arrivata a sfiorare i 30 GW. In gergo tecnico si parla di overgeneration, si tratta di quelle situazioni in cui la produzione rinnovabile non programmabile (eolico e solare in particolare) è superiore al fabbisogno di energia elettrica: una condizione che, con la progressiva diffusione di queste fonti sarà in futuro sempre più frequente.
La flessibilità entra nel mercato. Con la crescita delle rinnovabili è cambiato il paradigma tradizionale: nel periodo che va dal 2022 al 2025 sono entrati in esercizio in Italia nuovi impianti eolici e fotovoltaici per oltre 23 GW e quindi il sistema energetico deve tenerne conto. Un cambiamento che da un lato rappresenta un’opportunità per ridurre i costi di generazione dell’energia elettrica e migliorare l’indipendenza energetica del Paese e la sostenibilità ambientale, dall’altro introduce una serie di nuove sfide e complessità operative per i TSO e la gestione del sistema elettrico.
Per i gestori delle reti di trasmissione questo significa prevedere con grande precisione l’evoluzione meteorologica, stimare l’andamento dei consumi, mantenere l’equilibrio istantaneo tra produzione e domanda, e garantire stabilità di frequenza e tensione anche in condizioni di forte variabilità. È un’attività nella quale modelli previsionali, digitalizzazione, programmazione dell'esercizio e predisposizione delle risorse oltre che al solito monitoraggio in tempo reale assumono un ruolo ancora più determinante.
La risposta non consiste soltanto nella costruzione di nuove infrastrutture, ma sempre più importante diventa la capacità del sistema di adattarsi in maniera istantanea. Per questo Terna ha sviluppato nuovi strumenti che consentono anche ai grandi consumatori industriali di partecipare attivamente al bilanciamento della rete. Il nuovo servizio di modulazione dei prelievi permette infatti di chiedere alle imprese energivore di aumentare temporaneamente i propri consumi nelle ore caratterizzate da eccesso di produzione rinnovabile. Il meccanismo, approvato da ARERA per il periodo 2026-2027, rappresenta un’evoluzione dei servizi già utilizzati per gestire situazioni opposte, quando invece occorreva ridurre i consumi, e i primi risultati sono già visibili.
Nel mese di aprile 2026 numerose industrie hanno mantenuto attive le produzioni durante le festività, contribuendo alla flessibilità del sistema e registrando incrementi dei consumi superiori al 60% rispetto alle stesse giornate dell’anno precedente.