Negli ultimi anni la transizione energetica e la modernizzazione delle reti di trasmissione elettrica ad alta tensione sono diventate priorità strategiche per la sicurezza e la resilienza del Paese. In questo contesto, l’interramento dei cavi rappresenta una delle soluzioni più apprezzate dai cittadini e dagli enti locali perché elimina l’impatto visivo, in diversi casi libera il territorio occupato dai tralicci e riduce l’effetto dei campi elettromagnetici. Tuttavia, come sottolineano i tecnici e gli ingegneri di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, l’interramento delle linee non è una soluzione tecnica applicabile indistintamente a qualsiasi contesto geografico o morfologico.
Posa in opera e gestione di un cavo interrato richiedono una rigorosa analisi costi-benefici e una complessa valutazione geo-tecnica. Nelle aree extraurbane o in contesti geomorfologicamente fragili, come versanti collinari soggetti a frane, smottamenti o in prossimità di corsi d’acqua, la linea aerea tradizionale garantisce standard di sicurezza superiori. Un sostegno posizionato in quota sovrasta eventuali dissesti del terreno, mentre un cavo interrato – in caso di movimento franoso – potrebbe essere travolto provocando guasti complessi e tempi di ripristino anche molto lunghi.
Inoltre, sussistono motivazioni ambientali e manutentive in cui l’interramento non è consentito: in zone naturali protette, intervenire per la riparazione di un guasto sotterraneo con escavatori e macchinari pesanti recherebbe danni all’ecosistema ben maggiori rispetto alla presenza di un sostegno aereo. L’interramento diviene invece una scelta imprescindibile e prioritaria nei contesti fortemente antropizzati e metropolitani, dove la densità edilizia rende quasi impossibile la presenza di tralicci e dove la domanda di energia è in continua crescita.
Standard operativi e gestione del territorio. I cavi ad alta tensione vengono posizionati tipicamente tra 1,20 e 2,00 metri di profondità dal piano stradale. Il primo metro sotto l’asfalto è riservato alle competenze dell’ente proprietario della strada; i 20 cm cuscinetto sottostanti consentono il passaggio di sottoservizi minori – fibra ottica, telecomunicazioni, gas– senza interferire con l’infrastruttura ad alta tensione.
Per l’attraversamento di corsi d’acqua, arterie viarie ad alto scorrimento o aree sensibili, è spesso impiegata la Trivellazione Orizzontale Controllata (T.O.C.), una tecnica che non prevede scavi a cielo aperto (in gergo “No Dig”) e che riduce sensibilmente l’impatto sulla superficie e sulla viabilità.
In condizioni normali, i cantieri urbani procedono per micro-fasi itineranti, garantendo il transito dei veicoli a senso unico alternato o con deviazioni dedicate, in stretto coordinamento con le Amministrazioni locali e la Polizia Municipale, supportati da segnaletica temporanea e avvisi su pannelli.