8469
In prima linea

Al nido miniwatt la transizione ecologica si impara da piccoli

Terna ha un nuovo asilo per i figli dei suoi dipendenti. Un luogo sicuro dove crescere e sperimentare. E per i genitori un modo di tornare alla normalità lavorando con meno stress e più efficienza.

Pamela Mastroddi e Eugenio Giacomoni sono dipendenti di Terna. Lei si occupa di Risorse umane, lui di Acquisti e appalti. In comune, oltre all’azienda, hanno il fatto di essere genitori e avere iscritto i propri figli, lo scorso settembre, all’asilo nido "miniwatt" che il gestore della rete di trasmissione nazionale ha inaugurato nel 2021 nella sua sede centrale di Roma. Si chiama welfare aziendale e si sposa perfettamente col nuovo paradigma lavorativo: c'è lo smart working, certo, ma anche il ritorno alla normalità e la possibilità di fare lo stesso tragitto casa-lavoro anche per portare i piccoli dagli educatori. Il progetto dell'asilo in sede rientra nella visione di Terna su come cambia il lavoro, non solo a causa della pandemia ma anche in vista di una crescente flessibilità. Conciliare ritmi di vita e attività professionale, aumenta la soddisfazione dei dipendenti e, di conseguenza, la loro efficienza sul lavoro.

La comodità più grande, secondo Giacomoni, è proprio quella dell’orario, che copre l’intera giornata lavorativa, «dando modo a me di stare tranquillamente in ufficio fino alla fine del turno, e a mia moglie di occuparsi di tutto il resto, compresi gli altri due figli che abbiamo». L’asilo nido di Terna è aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 17.30, ha posto per una ventina di bambini divisi in tre fasce di età: piccoli (6-12 mesi), medi (13-24 mesi) e grandi (25-36 mesi). Il servizio è a pagamento, ma con un canone assolutamente sostenibile: «Il prezzo è molto inferiore rispetto a un nido privato e la qualità offerta lo vale tutto», osserva Mastroddi.

8470
La presidente di Terna Valentina Bosetti, a sinistra, all'inaugurazione dell'asilo aziendale "miniwatt" presso la sede centrale di Roma (foto Terna)

Giacomoni ha preferito questa opzione al nido comunale frequentato l'anno scorso da suo figlio, che oggi ha 16 mesi: «Come qualità non c’è paragone, ne vale davvero la pena. Anche nostro figlio è molto felice e arrivo quasi a dire che mangia meglio lì che a casa». La mensa è uno dei punti di eccellenza, il cibo servito è biologico e il menù, a detta anche di Mastroddi, è vario ed equilibrato: «La società che gestisce il nido ha una esperienza consolidata con le grandi aziende e si vede».

«I bambini vengono messi quotidianamente a contatto con la natura, per imparare a conoscerla e rispettarla. Sperimentano materiali, fanno esperienze sensoriali anche sotto la pioggia, per conoscere le stagioni».

La professionista di risorse umane ha una figlia di quasi due anni e sottolinea anche l’importanza degli spazi esterni: «L’asilo è al piano terra, c’è la parte interna con gli atelier e le attività tradizionali, ma anche una parte esterna dove viene proposto un percorso pedagogico improntato all’educazione ambientale».

Nel nido di Terna i bambini vengono messi quotidianamente a contatto con la natura, per imparare a conoscerla e rispettarla: «Sperimentano materiali, fanno esperienze sensoriali anche sotto la pioggia, per conoscere le stagioni. Il tutto è pensato per fargli sviluppare una sensibilità nei confronti dell’ambiente, che poi è anche la missione di Terna come gruppo, in questa fase di transizione ecologica». Cibo, ambiente, ma anche formazione: nonostante la tenerissima età, i bambini dei dipendenti di Terna hanno a disposizione un insegnante di lingua inglese, per iniziare a prendere confidenza con un idioma che dovranno quasi necessariamente imparare da grandi.

«Mia figlia sa già contare fino a 10 in inglese», racconta tra il soddisfatto e il divertito Pamela Mastroddi, aggiungendo che «a breve, ci hanno fatto sapere dall’azienda, potrebbe essere anche introdotto il corso di educazione musicale». Di che essere soddisfatti, anzi soddisfattissimi: «Per ora siamo contenti al 100% di questa scelta. Non cambierei nulla», conferma Giacomoni.