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Transizione

L'ultimo rapporto dell’Onu sul clima dice che «bisogna agire subito»

Secondo il nuovo report di sintesi dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) «la finestra di opportunità per garantire un futuro vivibile si sta rapidamente chiudendo».

Il principale organismo scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell'Onu, ha pubblicato il suo nuovo rapporto sul clima. Si tratta della sintesi più importante dell'enorme quantità di analisi sul riscaldamento globale e la crisi climatica finora prodotte: riassume infatti in un unico documento le numerosissime ricerche condotte e per questo si presuppone sarà molto utile alle istituzioni, chiamate ad attuare misure per mitigare gli effetti della crisi climatica nei prossimi decenni. «Agire ora o sarà troppo tardi», è l'avvertimento degli esperti. «La finestra di opportunità per garantire un futuro vivibile e sostenibile per tutti si sta rapidamente chiudendo».

Il segretario generale dell'Onu António Guterres ha definito la sintesi «una guida per disinnescare la bomba a orologeria del clima». «È una guida di sopravvivenza per l'umanità. E ci dimostra come il limite di 1,5°C sia ancora raggiungibile», ha commentato l'ex premier portoghese. Il report infatti sottolinea ancora una volta che senza iniziative immediate i danni causati dal cambiamento climatico saranno irreversibili e avranno enormi conseguenze sul pianeta, ma afferma anche che se si agisce in fretta c’è ancora tempo per evitare gli esiti più catastrofici della crisi climatica.

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(Pexels.com/Marcin Jozwiak)

Guterres ha invitato i governi a intraprendere azioni drastiche per ridurre le emissioni, investendo nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie a bassa emissione di carbonio oltre a interrompere la costruzione di nuove centrali a carbone. «Questo rapporto è una chiamata a gran voce per accelerare in modo massiccio gli sforzi per il clima da parte di ogni paese, di ogni settore e in ogni momento. Il nostro mondo ha bisogno di un'azione per il clima su tutti i fronti: tutto, ovunque, in una volta sola», ha detto.

Il Synthesis Report, pubblicato il 20 marzo 2023, è la parte finale del sesto rapporto di valutazione (AR6) dell'Ipcc, il panel intergovernativo di esperti istituito nel 1988 per studiare il clima e informare scientificamente le decisioni politiche internazionali sul cambiamento climatico. La revisione completa delle conoscenze scientifiche sulla crisi climatica ha richiesto otto anni di lavoro a centinaia di scienziati e raccoglie tutti i messaggi chiave dei lavori precedenti.

Il prossimo rapporto dell'IPCC non arriverà prima del 2030 e quindi l'AR6 è di fatto la guida scientifica che dovrà informare la transizione energetica in questo decennio davvero cruciale per la comunità internazionale e il pianeta.

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Nel documento si ricorda che, ai ritmi attuali, non sarà possibile raggiungere l'obiettivo di mantenere l'aumento medio della temperatura entro la soglia di 1,5° C rispetto al periodo pre-industriale. Si stima che fino a oggi le attività umane abbiano provocato un aumento medio di almeno 1,1° C, e sempre più osservatori ritengono impossibile restare entro il limite di 1,5°C: piuttosto, sostiene parte della comunità scientifica, bisognerebbe iniziare ad agire per evitare di superare la soglia di 2°C.

Le emissioni cumulative future di CO₂ previste, in base alla durata di vita delle infrastrutture a combustibili fossili esistenti e di quelle pianificate, ci portano approssimativamente a uno scenario di 2°C (83%) (alta confidenza). Il documento dell'Ipcc indica cosa fare per avere una riduzione immediata delle emissioni di gas serra: tra le altre cose, dovrebbe drasticamente calare l'impiego di combustibili fossili – in particolare carbone, petrolio e metano –, e si dovrebbe favorire la rimozione di gas serra dall’atmosfera, piantando alberi o catturando direttamente CO₂.

«L'eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili avrebbe l'effetto di ridurre le emissioni e produrre benefici come il miglioramento delle entrate pubbliche e delle prestazioni macroeconomiche e di sostenibilità», sostiene il rapporto.

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Un'infografica contenuta nel "Synthesis Report" dell'Ipcc: "Dalle scelte attuali e sul breve termine dipende la misura in cui le generazioni attuali e future sperimenteranno un mondo più caldo e diverso"

Inoltre tutti i Paesi sviluppati dovrebbero anticipare al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, ovvero arrivare per quell'anno a un bilancio pari a zero di anidride carbonica immessa in atmosfera, rimuovendone una quantità pari. L'accordo sul clima di Parigi del 2015 poneva questo obiettivo al 2050, ma secondo l'Onu andrebbe anticipato di dieci anni. Lo stesso vale per le economie emergenti come la Cina e l'India, che hanno come obiettivo per la neutralità carbonica rispettivamente il 2060 e il 2070.

Il rapporto di sintesi riporta anche i danni concreti causati già oggi dai cambiamenti climatici. Tra le altre cose segnala la crisi nel settore agricolo dovuta alla siccità, e una frequenza sempre maggiore di eventi meteorologici estremi. Gli effetti, inoltre, sono risultati maggiori rispetto a ciò che gli scienziati si aspettavano, con un aumento medio della temperatura di 1,1°C: i sistemi economici, le infrastrutture e i settori produttivi del pianeta, dice il rapporto, si sono mostrati molto più vulnerabili del previsto anche a "piccoli" cambiamenti climatici.