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Transizione

In nome del clima #9: i giovani che fanno causa ai governi per il cambiamento climatico

Sfatiamo mensilmente alcuni credo su ambiente, cambiamento climatico e transizione ecologica. N°9: le cause legati dei giovani contro i governi nazionali per le insufficienti politiche contro la crisi climatica.

Negli ultimi anni moltissimi giovani di tutto il mondo si sono rivolti ai tribunali per questioni relative al clima: nei Paesi Bassi, su iniziativa del 21enne Damian Rau, la Corte suprema ha ordinato al governo centrale di fare di più contro il cambiamento climatico per rispettare i diritti umani.

E ancora: sei giovani portoghesi – di età comprese tra i 9 e i 22 anni –, con il sostegno dell’organizzazione non profit Global Legal Action Network, si sono rivolti alla Corte europea per i diritti dell’uomo accusando 33 stati di aver violato i diritti umani, per non avere preso sufficienti misure volte a evitare l’aumento delle temperature medie globali. Se i governi chiamati in causa non riusciranno a ottenere la non-ammissibilità giuridica del caso, dovranno dimostrare che le loro politiche non sono discriminatorie nei confronti delle generazioni a venire e spiegare con quali provvedimenti hanno tenuto conto dei loro interessi futuri.

In Germania, invece, grazie alla ventiduenne Sophie Backsen sarà cambiata la legge sulla riduzione delle emissioni di gas serra, perché la Corte costituzionale l’ha ritenuta non sufficientemente ambiziosa e rigida. L’organo tedesco ha stabilito che a una generazione non dovrebbe essere permesso di «consumare buona parte del bilancio di anidride carbonica sostenendo un onere relativamente leggero, se questo lascia le successive generazioni di fronte a un onere radicale e le loro vite esposte a un'estesa perdita di libertà», facendo quindi riferimento all’impegno che sarà necessario, nei prossimi decenni, per ridurre le emissioni di gas serra se non si prenderanno provvedimenti più ambiziosi nel breve periodo.

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Un manifestazione del movimento Friday for future (Markus Spiske/Pexels.com)

Nel mondo sono oltre mille le cause legali intentate a proposito del cambiamento climatico, e tra gli stati accusati di non fare abbastanza dai giovani ci sono anche il Canada, la Colombia, la Corea del Sud, il Messico, il Perù e il Regno Unito. In quest'ultimo caso tre studenti di 19, 22 e 23 anni hanno fatto ricorso contro la legge nazionale sul clima, sostenendo tra le altre cose che rappresenti una violazione di tre articoli della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, citati anche nel caso dei coetanei portoghesi.

Le vicende di giustizia climatica che si concludono con una sentenza a favore dei giovani che l’hanno intrapresa rappresentano dei precedenti importanti per questo tipo di processi e possono spingere sempre più persone a chiedere ai propri governi di impegnarsi di più per il clima.