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Transizione

La classifica della sostenibilità

L’agenzia svizzera RobecoSAM si occupa di classificare le performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione. Terna è al primo posto mondiale nel settore Electric Utilities. Ma cos’è?

La sostenibilità è un aspetto sempre più determinante per le aziende e i loro stakeholder: coniugare il business con la riduzione dell’impatto ambientale e la tutela dell’ecosistema è diventata una priorità. Lo sa bene l’agenza svizzera RobecoSAM, che ogni anno si occupa di valutare le performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione attraverso il Dow Jones Sustainability Index, i cui risultati sono stati noti venerdì 13 settembre.

Anche quest'anno Terna è al primo posto mondiale nel settore Electric Utilities per le performance di sostenibilità, confermando la posizione del 2018. La compagnia ha infatti superato tutte le 77 aziende valutate nello stesso comparto produttivo, raggiungendo un punteggio complessivo di 90 punti su 100, ovvero il doppio della media di settore che si assesta su 45/100. Una grande soddisfazione per il gestore della rete elettrica nazionale: Terna è infatti nel DJSI World dal 2009, ma nell'ultimo quinquennio non era mai successo che un’azienda del settore risultasse prima per due anni consecutivi.

Il DJSI è il primo indice che valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali che seguono principi sostenibili. Nato nel 1999 dalla collaborazione tra Dow Jones Index e SAM, prende ogni anno in considerazione le performance delle 2500 aziende quotate nel Dow Jones Global Total Stock Market Index diventate, per l’impegno profuso nell’arco degli anni, punti di riferimento in termini di criteri economici, ambientali e sociali. I suoi risultati sono importanti benchmark per gli investitori che integrano considerazioni sulla sostenibilità nei loro portafogli e forniscono un'efficace punto di partenza per quelli che invece desiderano incoraggiare le aziende a migliorare le loro pratiche di sostenibilità aziendale.

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Le aziende prese al vaglio sono 2.500, meno del 13% riesce a entrare nel DJSI World (Unsplash.com/Markus Spiske)

Per essere incluse nell’indice, le società devono affrontare una serie di analisi sulle proprie performance economiche, ambientali e sociali, in cui vengono valutate in base a criteri come la corporate governance, la gestione del rischio, il branding, la mitigazione dei cambiamenti climatici, gli standard della supply chain e le pratiche lavorative. La tendenza è quella di escludere le aziende che non operano in modo sostenibile ed etico. I criteri di selezione si evolvono però di anno in anno, proprio come l’indice: l’unico modo per rimanere in lizza è quindi continuare a migliorare i piani di sostenibilità a lungo termine. Inoltre, ogni compagnia quotata sul DJSI viene monitorata quotidianamente per individuare eventuali criticità che possano portarne all'esclusione, come violazioni dei diritti umani, controversie tra i lavoratori e disastri ambientali provocati. La lista delle migliori viene poi suddivisa per settori e aree geografiche, ma solo le più meritevoli fanno parte dell’indice globale. Nel 2019, delle 2.500 società vagliate, solo 318 sono riuscite a entrarvi: meno del 13% delle aziende candidate.