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Transizione

Australia, energia gratuita grazie al “solare condiviso”

Nei periodi di picco di produzione fotovoltaica, l’elettricità sarà a costo zero per tre ore al giorno, anche per chi non ha i pannelli sul tetto: con il "Solar Sharer" meno sprechi, rete più stabile.

In Australia il sole ha iniziato a produrre più elettricità di quanta il sistema riesca ad assorbire. È un paradosso solo apparente, figlio di una transizione energetica accelerata e profonda. Da luglio in tre grandi aree del Paese (Nuovo Galles del Sud, Queensland sud-orientale e Australia meridionale) milioni di famiglie avranno accesso ad almeno tre ore al giorno di energia solare gratuita, anche senza disporre di pannelli sul tetto. Una misura che racconta meglio di qualunque slogan come l’energia rinnovabile stia cambiando non solo il mix produttivo, ma le regole stesse del mercato elettrico.

Attualmente l’Australia è uno dei leader mondiali del fotovoltaico distribuito, con oltre 4 milioni di impianti solari installati, in larga parte residenziali, su una popolazione di circa 26 milioni di abitanti. Ecco perché la capacità fotovoltaica complessiva ha raggiunto i circa 40 gigawatt, con una crescita che negli ultimi dieci anni non ha eguali tra le economie avanzate. Inoltre, l’Australia ha una potenza di fotovoltaico installato sui tetti superiore a quella dell’intero parco di centrali a carbone rimaste nel Paese. Nelle ore centrali della giornata, soprattutto in primavera ed estate, la produzione solare arriva a coprire oltre il 60-70% della domanda elettrica istantanea in diverse regioni del Paese e il risultato è un eccesso strutturale di offerta che spinge i prezzi all’ingrosso verso lo zero, e spesso in territorio negativo, una circostanza che ha convinto il governo federale a trasformare il surplus in una politica pubblica.

«L’obiettivo è fare in modo che ogni ultimo raggio di sole stia alimentando le nostre case, invece di andare sprecato. Le persone che riescono a spostare i consumi nel periodo a costo zero ne beneficeranno direttamente, che abbiano pannelli o meno, che siano proprietari o in affitto. L’energia solare gratuita durante il giorno è la prova che ciò che fa bene al pianeta fa bene anche al portafoglio».

Chris Bowen Ministro australiano per il Clima e l’Energia

Il “Solar Sharer” e l’energia come bene condiviso. Il programma, noto come "Solar Sharer", sarà disponibile per le abitazioni dotate di smart meter – ovvero i contatori intelligenti per la misura dei consumi in tempo reale – che rappresentano la grande maggioranza delle case australiane. L’obiettivo è spostare i consumi dei cittadini quando l’energia è abbondante, una misura che, secondo il governo, consentirà di ridurre i picchi serali, che sono i più critici per la stabilità del sistema elettrico, e di limitare interventi emergenziali sulla rete.

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Veduta aerea di un parco fotovoltaico di Canberra, in Australia (Steve Tritton/Shutterstock.com)

Reti elettriche: il vero snodo della transizione. Dietro la possibilità di usufruire per alcune ore al giorno di energia elettrica gratuita c’è una questione infrastrutturale. L’Australia gestisce uno dei sistemi elettrici più estesi e complessi al mondo, con oltre 40.000 chilometri di linee di trasmissione e grandi distanze tra aree di produzione e di consumo. A garantire l’equilibrio è l’Australian Energy Market Operator, che nei suoi piani di sicurezza del sistema prevede una crescita massiccia di rinnovabili, accumuli e nuove interconnessioni.
Spostare la domanda nelle ore di surplus significa anche ridurre la necessità di potenziare la rete solo per coprire pochi picchi serali all’anno. Infatti, il programma mira a contenere i costi di adeguamento delle infrastrutture e a limitare interventi straordinari per mantenere la stabilità della rete.