Shutterstock 2709874555
Insight

I come IMSER

L’indice dei consumi elettrici dei Servizi consente di avere uno sguardo privilegiato sulla congiuntura economica dell’Italia. Il 2025 ha fatto registrare una crescita del 2,9% rispetto al 2024.

In un’economia sempre più orientata alla dematerializzazione e al digitale, capire dove batte il cuore dei consumi non è solo una sfida statistica, ma una necessità strategica. È nato con questo obiettivo l’IMSER - Indice Mensile dei Consumi Elettrici dei Servizi, l’indicatore elaborato e sviluppato da Terna per fornire a istituzioni e analisti una bussola per orientarsi nelle classi di consumo di quello che una volta era il settore Terziario: alberghi, ristoranti e bar; amministrazione pubblica e difesa; attività professionali, scientifiche e tecniche; commercio; finanza e assicurazione; immobiliare; informazione e comunicazione; istruzione; sanità e assistenza sociale; servizi veterinari; trasporto e magazzinaggio; altri servizi.

Come nasce l’IMSER. L’IMSER, nato sulla scia dell’IMCEI - Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali, si è consolidato nel 2020 con dati storici a partire dal 2019. L’esigenza di un monitoraggio così capillare è diventata impellente durante la pandemia da Covid-19 quando la mobilità di aziende e persone era vincolata ai codici ATECO; da qui la richiesta dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) a Terna di monitorare in tempo reale come i vari settori stessero reagendo alle restrizioni.

Mentre l’IMCEI analizza le grandi aziende energivore connesse direttamente alla rete di trasmissione in alta tensione e i clienti cosiddetti interrompibili in media tensione, l’IMSER è stato elaborato per mappare il “terziario diffuso”, spesso connesso alla distribuzione. Se l’indice industriale rappresenta circa il 30% del settore (pari a circa il 10% dei consumi nazionali), l’IMSER ha una capacità rappresentativa molto più vasta, coprendo l’80-85% dell’intero comparto dei servizi (pari a circa un quarto dei consumi nazionali).

Prima della nascita dell’IMSER, l’andamento economico italiano veniva valutato quasi solo tramite i consumi industriali. Oggi, però, il panorama è mutato: la terziarizzazione ha portato i servizi a generare oltre il 70% del PIL, introducendo una maggiore volatilità. Settori come turismo e logistica, infatti, reagiscono agli shock esterni con dinamiche molto diverse rispetto a quelle dell’industria pesante. Nonostante la rilevanza di questi mutamenti, persisteva un significativo gap informativo, mancava uno strumento tempestivo in grado di isolare il settore terziario per fornirne una fotografia nitida in “tempo quasi reale”. È proprio per colmare questo vuoto conoscitivo che è nato l’IMSER.

Light Box IMSER ita

Come funziona l’IMSER. L’indice non si limita a una mera sommatoria dei consumi, ma adotta una metodologia rigorosa basata sui dati reali di prelievo dalla rete elettrica. La sua struttura si articola in due macro-categorie fondamentali: i dati sono aggregati per Classe merceologica e per Provincia. E, grazie alle piattaforme digitali messe a disposizione da Terna, è possibile fare confronti con i mesi e gli anni precedenti.

Per i dati dell’indice, Terna si affida al contributo dei principali gestori di rete della distribuzione, che mensilmente forniscono i valori di consumo suddivisi per codice ATECO e territorio:

  • e-distribuzione (Enel) che garantisce la copertura di 106 province sulle complessive 110;
  • Edyna per la provincia di Bolzano;
  • UNARETI e DUERETI per le aree di Milano e Brescia;
  • Areti (Acea) per l’area di Roma;
  • Deval per la Valle d’Aosta.

In considerazione dei tempi necessari per l’acquisizione e l’elaborazione delle misure, l’indice IMSER presenta necessariamente un ritardo temporale di circa due mesi rispetto all’IMCEI. Ma l’importanza dell’IMSER va ben oltre la statistica, configurandosi come un prezioso strumento di analisi economica. Grazie alla sua tempestività, infatti, la pubblicazione mensile riesce spesso ad anticipare i dati ufficiali dell’ISTAT, offrendo un dettaglio settoriale che rivela il trend dei comparti indicando eventuali segnali di ripresa o cali. Ad esempio, un incremento nei consumi legati alle “Comunicazioni” può segnalare lo sviluppo del settore IT e dei Data Center. Al contempo, l’indice supporta la pianificazione energetica, nel prevedere dove sarà necessaria più energia e come eventualmente ottimizzare la rete nazionale in funzione dei nuovi poli del terziario.

Il 2025 si chiude in crescita per l’IMSER: +2,9% rispetto al 2024. Secondo i dati di Terna, nel 2025 i consumi elettrici dei Servizi hanno registrato una crescita complessiva del 2,9% rispetto ai valori dell’anno precedente. Molte classi hanno mostrato un trend in aumento, ad esempio chiude l’anno con una crescita a doppia cifra quella relativa a informazione e comunicazione (+11,9%). Segno più anche per amministrazione pubblica e difesa (+5,4%) e immobiliare (+1,8%).

Terna sala controllo rete dispacciamento elettrico CNC Palmiano
Una delle sale del Centro Nazionale di Controllo: è da qui che i professionisti di Terna monitorano, in tempo reale, i flussi di energia di tutta la rete di trasmissione elettrica nazionale (foto Terna).

Portale Dati, la dashboard con tutti le informazioni. Terna mette a disposizione tutte queste informazioni attraverso il portale Dati che serve da strumento di analisi per diversi attori del sistema Paese. Le istituzioni, come il MEF, la Banca d’Italia e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), utilizzano l’indice per affinare i calcoli macroeconomici, ottenendo una visione più profonda delle dinamiche in corso. Allo stesso tempo, le associazioni di categoria di settori cruciali monitorano costantemente l’IMSER a supporto delle proprie previsioni confrontandole con i consumi reali. Infine, i dati offrono indicazioni fondamentali per la pianificazione e gli investimenti: osservare la crescita dei consumi in sottoclassi specifiche fornisce segnali chiari su dove sia più opportuno orientare i futuri investimenti infrastrutturali. I dati dell’IMSER servono quindi a monitorare la vitalità delle nostre città e il progresso nel processo di modernizzazione dell’intero Paese.

IMSER e IMCEI, le differenze. Sebbene entrambi gli indici siano elaborati da Terna per monitorare lo stato di salute dell’economia italiana attraverso i consumi elettrici, l’IMSER e l’IMCEI si differenziano profondamente per il perimetro di osservazione e per le caratteristiche dei soggetti monitorati.

La differenza principale risiede nell’oggetto dell’analisi: l’IMCEI monitora principalmente i consumi delle imprese che consumano grandi quantità di energia, appartenenti a comparti chiave dell’industria del Paese. L’IMSER copre il vasto mondo dei servizi.

Questa distinzione si riflette anche sulle modalità di prelievo energetico. Il target dell’IMCEI è costituito da grandi clienti industriali connessi direttamente alla rete di trasmissione nazionale in alta e altissima tensione oltre ai clienti interrompibili in media tensione, dei quali Terna monitora mensilmente il prelievo. L’IMSER, invece, monitora realtà spesso allacciate alla rete di media e bassa tensione, con profili di consumo estremamente variegati. Questa frammentazione rende l’elaborazione dell’IMSER tecnicamente più complessa, poiché richiede l’aggregazione di dati provenienti da una platea molto più vasta e meno centralizzata rispetto ai grandi poli industriali. E questo significa anche maggior capillarità sul territorio.

Dal punto di vista dell’analisi, i due indici offrono letture complementari ma distinte. L’IMCEI funge da segnale anticipatore della produzione industriale, raccontando l’accelerazione o il rallentamento delle attività nelle fabbriche e l’efficienza dei processi produttivi. L’IMSER si configura invece come un termometro della quantità di energia utilizzata nei mesi e negli anni dal settore dei servizi.

Anche la storia dei due strumenti ne definisce l’identità. L’IMCEI vanta una storia consolidata e una precisione estrema, grazie alla responsabilità ufficiale della misura da parte di Terna sulla rete di trasmissione dal 2017, che garantisce dati convalidati in pochissimi giorni. L’IMSER, più recente, è nato proprio per completare il quadro informativo dove l’indagine industriale non arrivava. Insieme, permettono a Terna di fornire una visione completa del sistema Paese.