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Insight

I come IMCEI

Il trend dell’economia italiana raccontato dai consumi industriali: il 2025 si chiude in leggera flessione, ma la seconda parte dell’anno è in ripresa.

Ogni mese, con i grafici e le curve di un indice che misura i consumi elettrici industriali, si può leggere molto più di un dato tecnico, ovvero il “battito” dell’economia italiana. L’IMCEI – l’Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali elaborato e pubblicato da Terna – è infatti un punto di riferimento per analisti, istituzioni e imprese, uno strumento capace di restituire l’andamento dei principali comparti produttivi del nostro Paese.
Dalla siderurgia ai mezzi di trasporto, dalla chimica all’alimentare, sono complessivamente 9 i settori industriali secondo la classificazione ATECO2007 dell’ISTAT che possono essere considerati “energivori”. Comprendono quelle realtà che hanno accesso all’energia elettrica connettendosi direttamente alla rete di trasmissione e quindi all’infrastruttura gestita da Terna, senza passare, dunque, per un distributore. Ogni variazione nei consumi elettrici racconta una storia di produzioni che accelerano o rallentano, di impianti che si fermano o ripartono, di processi industriali che si stanno trasformando per ridurre emissioni e consumi.

Un indicatore che misura l’industria italiana. Ma cosa è esattamente l’IMCEI? Innanzitutto, è un indice adimensionale ovvero consente di fare confronti tra dati aventi unità di misura differenti, e prende come base 100 l’anno 2021. È elaborato da Terna a partire dai dati di prelievo della rete elettrica nazionale, rilevati su un campione di circa mille imprese energivore, i clienti industriali, appartenenti a settori chiave del manifatturiero italiano che richiedono un elevato consumo di energia: cemento, calce e gesso, siderurgia, chimica, meccanica, mezzi di trasporto, alimentari, cartaria, ceramica e vetraria, metalli non ferrosi. Mese dopo mese, l’indice fotografa le tendenze dei consumi elettrici industriali, offrendo un indicatore precoce sull’andamento congiunturale dell’Italia, solitamente espressa attraverso l’indice di produzione industriale (IPI).
Oltre a questo, l’IMCEI rappresenta oggi anche una finestra sui cambiamenti strutturali del sistema produttivo, descrivendo la progressiva elettrificazione dei processi industriali, l’introduzione di tecnologie digitali e di efficienza energetica, l’effetto della transizione verso le fonti rinnovabili.

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Nel 2025 siderurgia e meccanica hanno trainato l’IMCEI. Secondo i dati di Terna, il fabbisogno elettrico italiano del 2025, pari a 311,3 miliardi di kWh, è stato caratterizzato da un andamento a due velocità: una prima parte dell’anno con variazioni tendenziali negative seguita da una ripresa anche grazie alla crescita dei consumi industriali. Infatti, l’indice IMCEI ha registrato una ripresa nella seconda parte dell’anno che, nonostante un calo nei primi mesi, ha consentito di chiudere l’intero 2025 in leggera flessione (-0,7%). In particolare, a chiudere il 2025 con il segno più sono stati i settori della siderurgia, della meccanica, del cemento calce e gesso e quello alimentare. Invece, hanno registrato una flessione i comparti dei metalli non ferrosi, della chimica, dei mezzi di trasporto, della cartaria e di ceramiche e vetrarie. Nel dettaglio, nella prima parte del 2025, fatta eccezione per maggio, tutti i mesi hanno fatto registrare valori percentuali di IMCEI negativi rispetto agli stessi mesi del 2024, in particolare febbraio, aprile e agosto. Da settembre c’è stato un progressivo recupero e il 2025 si è concluso con quattro mesi positivi consecutivi (con dicembre che ha fatto +9,5%).

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Il taglio del metallo in un’azienda siderurgica (foto di Anamul Rezwan)

L’evoluzione dell’IMCEI negli anni. Inizialmente, l’indice mensile dei consumi elettrici industriali, nato su impulso dell’allora Ministero dello Sviluppo Economico, utilizzava un piccolo campione di misure dei prelievi la cui responsabilità era in capo alle imprese distributrici. In seguito, lo scenario della misura è cambiato. ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, attraverso il cosiddetto TIME, il Testo Integrato Misura Elettrica, dal 1° gennaio del 2017 ha affidato a Terna la responsabilità della misura di tutta l’energia elettrica prelevata dalla rete di trasmissione. Pertanto, a oggi sono quasi 10 anni che l’indice IMCEI si “alimenta” direttamente con le misure che rileva ufficialmente Terna. E i clienti energivori di cui Terna, come detto, misura i consumi, sono raddoppiati, passando da circa 530 a circa 1.000. Questo significa che la precisione, ma anche la tempestività dell’indice, negli anni è andata migliorando. Terna, infatti, è oggi in grado di convalidare le misure entro i due-tre giorni lavorativi del mese successivo a quello della raccolta dati. In parole semplici, all’inizio di ogni mese Terna riesce a fornire tutte le misure del mese precedente. E non si tratta più di un semplice campione di misure che inviano le imprese distributrici, ma dell’intero perimetro delle misure dei clienti italiani allacciati all’alta e altissima tensione.

Una chiave di lettura sull’andamento dell’economia. La raccolta dei dati per l’IMCEI consente a Terna di tenere sotto osservazione il comportamento dei singoli settori, monitorando, anche, ad esempio, la loro reazione agli shock esogeni. Così è stato possibile, in particolare nel corso del 2020 e del 2021, verificare la risposta del Paese alla pandemia e alla ripresa post pandemica mentre, più recentemente, alla tensione sui prezzi dell’energia dovuta alle guerre tra Russia e Ucraina e in Medioriente. Sono dati che aiutano quindi a tastare il polso della situazione economica del Paese in maniera sempre più precisa e tempestiva.
Ma l’analisi dei dati di consumo elettrico permette, ad esempio, anche di osservare come alcuni comparti stiano già beneficiando della decarbonizzazione grazie a piani di modernizzazione degli impianti e all’integrazione di sistemi elettrici ad alta efficienza. Oppure perché hanno investito di più in nuove tecnologie produttive.

La rete come fattore abilitante della transizione energetica
Dietro i numeri dell’IMCEI c’è il racconto della rete elettrica italiana, una delle più complesse e interconnesse d’Europa. La rete non è solo un’infrastruttura fisica, ma la piattaforma che abilita la competitività industriale, la sicurezza energetica e l’integrazione delle rinnovabili.
La capacità di trasportare energia in modo efficiente e affidabile così come di bilanciare domanda e offerta in ogni istante, è ciò che consente alle imprese di produrre senza interruzioni, di innovare i propri processi e di pianificare investimenti, anche quelli in elettrificazione e digitalizzazione.
In un’epoca in cui i dati energetici sono diventati la chiave per comprendere l’economia reale, l’IMCEI diventa quindi uno strumento anche di conoscenza che Terna mette a disposizione di tutti gli stakeholder.