Open Innovation, ricerca, collaborazioni tra startup, università e aziende. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto nell’Auditorium Terna di Roma e dal titolo “Innovating The Grid: An Open Innovation Perspective”, un momento di confronto sul ruolo dell’innovazione aperta nell’evoluzione dei sistemi elettrici.
L’incontro è stato organizzato in occasione della visita nella Capitale del professor Henry Chesbrough, docente della University of California, Berkeley, riconosciuto a livello internazionale come il teorico e promotore del paradigma dell’open innovation.
Da sistema chiuso a un nuovo approccio collaborativo. Nel suo intervento Chesbrough ha offerto una visione autorevole sul valore strategico delle collaborazioni tra imprese, università ed ecosistemi dell’innovazione e ha illustrato l’evoluzione dell’innovazione, da sistema chiuso nelle aziende a un modello aperto. «Per gran parte del Novecento l’innovazione è stata un sistema chiuso ed è diventata un’abitudine mentale. Nel modello tradizionale si dava per scontato che invenzione e commercializzazione fossero la stessa cosa. Oggi non è più così - ha spiegato il professore - Non è affatto detto, infatti, che chi inventa per primo sia anche chi vince sul mercato. Sony e Texas Instruments non hanno inventato il transistor, ma sono stati più veloci a innovare usando l’invenzione di qualcun altro».
Inoltre, «la mobilità dei talenti ha reso impossibile trattenere tutta la conoscenza all’interno di un’unica organizzazione e quando le persone se ne vanno, portano con sé l’esperienza e il sapere. E questo cambia radicalmente le regole del gioco - ha aggiunto Chesbrough - . Un altro elemento è la centralità delle università che non sono più mondi separati dall’industria: oggi producono conoscenza direttamente utile alle imprese». Da qui nasce il nuovo modello di innovazione: «Il funnel dell’innovazione non è più chiuso: è pieno di aperture da cui entrano ed escono idee. La conoscenza deve poter fluire dall’esterno verso l’interno, ma anche dall’interno verso l’esterno».